Silvestra folia

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Anno: 2017 Isbn: 978-88-6396-988-7 Pagine: 112

Fabio Dri esordisce con una silloge di racconti potente e raffinata. Concepita come una sorta di composizione musicale, in cui due ostinati dal ritmo serrato ribadiscono i concetti e il file rouge che sottende all’intera raccolta.
Il mondo progredisce, la tecnologia avviluppa ogni aspetto della vita dell’uomo il quale tende ad allontanarsi da ogni entità divina per ripiegare sulla scienza come unica depositaria di verità assoluta, diviene schiavo della Rete, una realtà in cui si può essere finalmente ciò che gli altri vogliono, mantenendosi in contatto con tutti, senza nulla dover spartire con loro né essere costretti a conoscerli davvero: un mondo in cui ogni accenno all’unicità è bandito. In città le persone restano incastrate nella materialità dei palazzi di vetro, ignare di cosa sia una vita. Indaffarate e ipnotizzate dalle vetrine tutte uguali, dai corpi seminudi delle donne, dalle belle auto e dai cellulari ultimo modello. Dimentiche della fatica del lavoro a mani nude nel fango, dell’odore delle stagioni, della stessa voglia di giocare di quando eravamo bambini, delle relazioni autentiche. Dimentiche dell’amore, dell’amicizia. Nei suoi racconti Fabio Dri mette in risalto la ribellione di una natura schiavizzata nei confronti della tecnica e dell’uomo. Il punto di partenza rimane la purezza della vita rurale, contrapposta alla scelleratezza della vita cittadina ingannatrice, fondata sui suoi falsi idoli materiali. La ricerca di Dio e dell’amore per una donna o per un amico sono ciò a cui aspirano tutti i personaggi dei racconti e ciò a cui aspira, del resto, ognuno di noi. 



 

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