Appesa alla mia mano che scrive

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Anno: 2008 Isbn: 978-88-95214-53-5 Pagine: 96

Fin dalla scelta del titolo, che suggerisce l’immagine di un esperimento di “scrittura automatica”, l’idea base della immediatezza del componimento poetico emerge con prepotenza.
La giovane Autrice sembrerebbe escludere se stessa, dichiarandosi estranea al concepimento lirico per considerarsi una sorta di “medium” che presta la propria mano alla Poesia proveniente da “altrove”; che poi questo “altrove” risieda nella sensibilità di Francesca è fuor di dubbio: ne danno prova le quasi cinquanta poesie che compongono questa sua prima silloge.
Sono versi sciolti, fluidi, nei quali ricorrono frequenti i riferimenti alla musica, al mondo del cinema, al lavoro del teatro. I versi sono sempre pervasi da un senso giocoso e gioioso della vita, sia quando giocando, appunto, con le parole - parole in libertà, oseremmo dire - diventano spericolati “funambolismi”, sia quando, piu intimisti, non rinunciano comunque mai al sorriso (sai quant’è potere / far ridere / una persona?) attingendo alla sempre colma tasca sfondata di pensieri, per tendere con passione ed entusiasmo alla non sempre facile ispirazione creativa, la sacra poetica tranquillità, / fatta di sofferenza atroce / e sofferenza felice. Se talvolta, infine, vi incontriamo una lacrima, non è mai un pianto dovuto alla disperazione ma a un crogiolarsi improvviso di felicità.
(dalla prefazione di Marcella Malfatti)
 

PRESENTAZIONI DEL LIBRO

  • 16 febbraio 2008 - Bar "Il Pinolo" - Lido di Camaiore (Lu)
  • 21 febbraio 2008 - I salotti di via Cavallotti - Viareggio (Lu)
  • 4 luglio 2008 - Calliope Bellavoce 2008 - Lido di Camaiore (Lu)
  • 28 novembre 2008 - Pub "Corsaro Rosso" - Viareggio (Lu)

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