Uranio (Morire in versi)

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Anno: 2011 Isbn: 978-88-6396-170-6 Pagine: 152

Un eclettico e indimenticabile prosimetro, ovvero un originalissimo fluire di narrazione e poesia, perché la vita non è uno strumento che suona sempre la stessa tonalità: alto e basso si mischiano, sacro e profano (soprattutto profano!) sono le due anime di un unico corpo, e così racconto e poesia devono rincorrersi come due amanti pazzi.
L’Autore ha confessato di aver guardato all’esempio più celebre, la Vita nuova di Dante, inevitabilmente. Non perché si illuda di raggiungere chissà che vette di stile, ma perché ciò che muove persone e personaggi, istinti e ideali, è sempre e soltanto lui, l’Amore. E non certo quello fatto di parole... Qui si celebra l’amore carnale, si osannano le donne, le loro forme inebrianti, e lo si fa da un letto di morte, incalzati da Mister Sla, quando l’esistenza spinge il piede sull’acceleratore e non è più il tempo di fingere.
Dal reparto cure palliative per malati terminali del Saint Stefani Germanotta Hospital di Philadelphia, il primario Uranio e la bella Horus, dottoressa procace e dolce, accompagnano il protagonista nell’ultimo viaggio: viandante finalmente saggio, poeta, ciarlatano, visionario delirante che rovescia sulla carta “diluvi di emozioni e porcate”...? Chissà. Del resto è Vita, schietta come un assolo rock pungente e penetrante, irresistibile.

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