Meno male che i conigli non parlano

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Anno: 2008 Isbn: 978-88-95214-68-9 Pagine: 96

Il mondo non è qualcosa che, da solo, abbia un senso, glielo imponiamo noi attraverso le storie e i miti. E con le storie fermiamo il futuro, guadagniamo tempo, vita e respiri. Come Sherazade che raccontando sposta la morte di una notte più in là. In questo romanzo non ci sono maghi, guerrieri, fate e folletti, non è né il fantasy di Tolkien né quello delle leggende nordiche: nel mondo di Anna Maria Bagordo Altamura si respira un’atmosfera bizzarra tutta sua.
La trama vede protagonisti una coppia di conigli, Arturo e Clotilde, circondati da un vero e proprio zoo domestico tra cui la coniglietta Pucci destinata a diventare l’eroina della vicenda, la cagna Matilda, Jago il gatto ambiguo e aggressivo, Anselmo il pesce rosso… A tratti le loro storie si sviluppano secondo dinamiche proprie, a volte invece si rimodellano sul comportamento degli “umani” di riferimento. L’atmosfera fatata del racconto, certe belle descrizioni della difficile convivenza tra animali e umani, fanno di questo libro un romanzo avvincente che si legge facilmente. Ciò che colpisce maggiormente il lettore è la perfetta caratterizzazione psicologica dei personaggi: anche se non sono esseri antropomorfi, ma animali “veri”, è facile identificarsi in ognuno di essi ed essere coinvolti nelle loro emozioni, paure e speranze. Un libro adatto a lettori di ogni età, quasi una poesia che tocca moltissimi temi: primo fra tutti la ricerca della libertà, dell’onore, della dignità a cui tutti gli esseri viventi hanno diritto.
 

PRESENTAZIONI DEL LIBRO

  • 12 giugno 2008 - Liceo Artistico "Passaglia" - Lucca

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