Un alito di bossanova

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Anno: 2016 Isbn: 978-88-6396-799-9 Pagine: 88

Horace Dehu, francese di estrazione borghese, figlio di un imprenditore navale e proprietario terriero in Provenza e di una benestante irlandese, si arruola nelle file naziste come ufficiale della Gestapo per concludere nelle ss Charlemagne a difesa del bunker di Hitler a Berlino. Prescelto da Hitler per portare in salvo il suo delfino Bormann, nel 1945 riesce a scappare in Cile. Qui, senza cambiare nome, si accasa e coltiva il sogno di andare in Nuova Zelanda tramite un inverosimile viaggio in barca per sfuggire alla vendetta di Israele. Conduce una vita finalmente piatta, facendo il tassista abusivo per conto di un potente pappone del posto e aiutando il suocero nel piccolo cantiere navale, il cui unico dipendente è un fido ragazzo, Carlos, molto più giovane e legatissimo sia a lui che a Florencia, sua moglie. Ma un giorno un commando anti-nazi di Israele rintraccia Horace.
È a questo punto che il lungo viaggio di Horace Dehu attraverso due continenti vive il suo momento più doloroso e dolcemente malinconico: un alito di bossanova, musica tanto cara alla sua amatissima moglie spira mentre i personaggi si staccano con decisione dalla pagina e ogni parola cola densa a ricostruire una vita in cui c’è troppo da cancellare perché tutti possano arrivare illesi fino alla fine.
Straordinario e convincente esordio letterario per Francesco Runfola che, con il suo romanzo duro impeccabilmente costruito e scritto, si propone come una delle voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea. 

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